Riflessioni sul match di UFC 219

Come tutti sapete, sabato 30 dicembre ho combattuto a Las Vegas nella card di UFC 219. Il mio avversario era Omari Akhmedov ed il verdetto dei giudici è stato quello di pareggio maggioritario, in quanto un giudice ha assegnato a me la vittoria, mentre gli altri due hanno optato per la parità.

Ho così deciso di scrivere questo post per dirvi la mia su quanto avvenuto nel corso dell’incontro.

Sono arrivato al match pensando di essere molto superiore a lui nelle fasi in piedi. Lo avevo visto combattere nelle sue precedenti apparizioni nell’Ottagono e sapevo che il suo striking fosse poco tecnico e venisse utilizzato principalmente per aprirsi la strada ai takedown, specialmente per il double leg che è forse la sua tecnica migliore.

Sapevo che avesse una discreta lotta a terra (sbagliando, perché poi nell’unica fase al suolo sono stato molto più abile di lui) e perciò ho cercato di impostare il match in piedi, dove ero sicuro di avere un grande vantaggio. Ho combattuto quindi molto concentrato sulla difesa dai takedown, limitando quasi del tutto l’uso dei low kick, proprio per evitare di farmi afferrare le gambe e andare a terra.

Nel corso della prima ripresa ho avuto la conferma che il suo striking non fosse tecnico e che sbracciasse molto tirando i colpi, ma sono rimasto sorpreso da quanto questi fossero comunque pesanti ed efficaci. Molti dei suoi pugni sono andati a segno, così come anche molti dei miei, ed entrambi abbiamo incassato senza troppi problemi, nonostante la pesantezza dei colpi. Credo che la prima ripresa fosse comunque in suo favore, nonostante non vi fosse stato un vantaggio netto.

Anche il secondo round è stato molto equilibrato. Entrambi abbiamo messo a segno colpi pesanti, ma credo che questa volta la ripresa sarebbe dovuta essere mia, seppur di poco, contando anche il tentativo di sottomissione con il quale sono andato vicino a chiudere l’incontro.

Nella terza ripresa non c’è molto da analizzare. Si è trattato di un dominio totale da parte mia, tanto che due giudici su tre mi hanno addirittura assegnato il round 10-8.

Nel corso del match Akhmedov ha davvero incassato l’incassabile. Ho sentito delle ginocchiate arrivargli dritte in faccia e non è mai andato giù, nonostante in alcuni dei suoi match precedenti fosse andato a terra per molto meno. Probabilmente il fatto di essere salito nei pesi medi e quindi di aver tagliato molto meno peso rispetto al solito, ha influito positivamente sulla sua capacità di assorbimento dei colpi.

Nonostante non nascondo che all’inizio abbia incontrato più difficoltà di quante mi aspettassi, a mio modo di vedere l’incontro era vinto e per questo non ho accettato di buon cuore il verdetto di parità.

Se c’è qualcosa che posso recriminarmi in questo match, quella è sicuramente la strategia che avevamo deciso di tenere e per la quale avevo svolto tutta la preparazione all’incontro. Ci siamo concentrati molto sulla difesa dai takedown, quando invece anche se fossi andato a terra non avrei avuto particolari problemi e anzi probabilmente avrei avuto un buon vantaggio.

Ormai le cose sono andate così e non c’è molto da fare. Credo comunque di aver dimostrato di avere un mento di granito e di aver smentito quelli che mi accusavano di avere problemi di cardio, dato che è stato proprio il terzo round quello in cui ho tenuto il ritmo più alto.

Sento che sto continuando a migliorare sotto tutti gli aspetti del combattimento e sono sicuro che il 2018 sarà il mio anno.
L’obiettivo dei prossimi 12 mesi è quello di combattere 3 incontri e di vincerli tutti, così da iniziare definitivamente la scalata verso il titolo dei pesi medi, che vi assicuro un giorno sarà nostro!

2018-01-11T13:50:46+00:00 11 gennaio 2018|